Negli ultimi mesi, per le imprese l’accesso a bandi pubblici, incentivi e strumenti di finanziamento è diventato sempre più selettivo.
Uno dei requisiti che sta assumendo un peso crescente è la polizza assicurativa contro i danni da eventi catastrofali, comunemente chiamata polizza catastrofale.
Perché la polizza catastrofale è oggi così importante
Funzionamento e chiarimenti
La polizza catastrofale ha l’obiettivo di tutelare l’impresa dai danni provocati da eventi naturali di particolare gravità, come:
- terremoti
- alluvioni
- eventi atmosferici di eccezionale intensità
In questo contesto, alcuni bandi e strumenti di finanziamento possono prevedere la copertura assicurativa come requisito obbligatorio o come elemento rilevante ai fini dell’ammissione.
In assenza di una polizza adeguata, la domanda può essere respinta o penalizzata, anche se l’impresa rispetta tutti gli altri requisiti formali.
📌 Il rischio è concreto: molte imprese vengono a conoscenza di tali condizioni solo in fase di presentazione della domanda, quando i tempi per adeguarsi sono ormai ridotti.
Le possibili conseguenze per le imprese non assicurate
Come anticipato, la mancanza di una polizza catastrofale può comportare:
- ❌ esclusione da specifici bandi o agevolazioni pubbliche
- ❌ maggiori difficoltà nell’accesso a prestiti e finanziamenti
- ❌ una più elevata esposizione economica in caso di eventi straordinari
Per queste ragioni, la copertura assicurativa non dovrebbe essere considerata esclusivamente come un costo, ma come uno strumento di tutela, stabilità e continuità aziendale, oltre che come un elemento di allineamento alle nuove richieste del sistema pubblico e finanziario.
Soggetti interessati
La polizza catastrofale è obbligatoria per i soggetti iscritti al Registro delle Imprese, tra cui:
- attività commerciali (dal ristorante al negozio)
- società di qualsiasi tipo, incluse le Società tra Professionisti (STP) e le Società tra Avvocati (STA)
Sono invece esentati i professionisti non organizzati in forma societaria, con studi individuali o associati non iscritti al Registro delle Imprese.
La normativa, inoltre, non fa riferimento al REA (Repertorio Economico Amministrativo), pertanto rileva esclusivamente l’iscrizione al Registro delle Imprese.
Sono escluse dall’obbligo:
- le imprese agricole (art. 2135 c.c.), coperte dal Fondo mutualistico nazionale per danni meteoclimatici
- le imprese i cui immobili risultino gravati da abuso edilizio o privi delle necessarie autorizzazioni
L’obbligo riguarda anche le imprese che detengono beni a titolo diverso dalla proprietà (leasing, locazione, comodato), salvo che la polizza sia già stata sottoscritta dal proprietario.
Scadenze e proroghe
Con le modifiche apportate dal Decreto-Legge 31 marzo 2025, n. 39, il termine entro il quale era necessario stipulare la polizza catastrofale è stato differenziato in base alle dimensioni dell’impresa:
- 31 marzo 2025 per le grandi imprese
- 1° ottobre 2025 per le medie imprese
- 31 dicembre 2025 per le micro e piccole imprese
Di conseguenza, alla data attuale (febbraio 2026), per le imprese che rientrano tra i soggetti obbligati la polizza catastrofale risulta necessaria.
In assenza della copertura, l’accesso a prestiti e finanziamenti può diventare più complesso, anche nel caso di imprese economicamente sane.
Chiarimento sulla proroga
Alla fine del 2025 si è parlato di una possibile proroga dell’obbligo, circostanza che ha indotto molte imprese a rinviare la sottoscrizione della polizza catastrofale.
Tuttavia, il Decreto-Legge 31 dicembre 2025, n. 200, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha stabilito che la proroga al 31 marzo 2026 riguarda esclusivamente:
- le imprese di somministrazione di alimenti e bevande
- le imprese turistico-ricettive
Per tutte le altre categorie di imprese, la scadenza per la stipula della polizza resta fissata al 31 dicembre 2025.
La proroga è stata introdotta con l’obiettivo di garantire un livello minimo di tutela del patrimonio aziendale e ridurre la dipendenza da interventi pubblici straordinari in caso di eventi catastrofali.
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