Con la Manovra di Bilancio 2026 il Governo interviene in modo significativo sulla previdenza complementare, introducendo misure che avranno un impatto diretto su lavoratori e imprese, in particolare sul fronte fiscale, del TFR e delle nuove assunzioni.
Di seguito le principali novità.
Aumento della deducibilità fiscale
A partire dal periodo d’imposta 2026, viene innalzata la soglia massima di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare: da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui.
Una misura che rafforza la convenienza fiscale dei fondi pensione, incentivando il risparmio previdenziale.
Più libertà nel trasferimento della posizione previdenziale
In caso di trasferimento della posizione individuale da un fondo pensione a un altro, non sarà più possibile per i contratti o accordi collettivi (anche aziendali) stabilire limiti o modalità di trasferimento.
Si amplia così la libertà di scelta del lavoratore.
Estensione dell’obbligo di versamento del TFR al Fondo INPS
Dal 1° gennaio 2026 viene progressivamente ampliata la platea delle imprese obbligate al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS:
- 2026–2027: imprese con almeno 60 addetti
- Successivamente: imprese con 50 addetti
- A regime, dal 2032: obbligo esteso alle imprese con 40 addetti
Una modifica che richiederà alle aziende una attenta pianificazione finanziaria e gestionale.
Adesione automatica dei neo-assunti alla previdenza complementare
Dal 1° luglio 2026, per i nuovi assunti scatterà l’adesione automatica alla previdenza complementare, con:
- priorità al fondo previsto dalla contrattazione collettiva;
- possibilità per il lavoratore di rinunciare o scegliere un fondo diverso entro 60 giorni.
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