Confartigianato e CNA sono intervenute in audizione davanti alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato per esprimere la propria posizione sui disegni di legge in materia di conto corrente, con particolare riferimento alla proposta che prevede l’accredito degli stipendi esclusivamente su conti correnti intestati al singolo lavoratore.
Le Confederazioni condividono pienamente l’obiettivo di rafforzare l’autonomia economica delle donne e contrastare ogni forma di violenza economica. Tuttavia, ritengono che la soluzione individuata possa generare effetti indesiderati sia per i lavoratori sia per le imprese.
La proposta, infatti, imporrebbe ai dipendenti di utilizzare un conto corrente individuale anche nei casi in cui la retribuzione venga oggi accreditata su un conto cointestato, limitando la libertà di scelta nella gestione dei propri rapporti patrimoniali e comportando possibili costi aggiuntivi.
Particolare attenzione è stata posta sulle conseguenze per le aziende. I disegni di legge attribuirebbero infatti ai datori di lavoro la responsabilità di verificare che il conto indicato dal dipendente sia intestato esclusivamente a lui. Un controllo che, secondo Confartigianato e CNA, le imprese non sono in grado di effettuare, poiché le informazioni sulla titolarità dei conti sono nella disponibilità esclusiva degli istituti bancari.
Per questo motivo le Confederazioni hanno ribadito che non possono essere trasferiti alle imprese adempimenti che spettano alle banche. Qualora il Parlamento decidesse di confermare il nuovo obbligo, è stata proposta una clausola di salvaguardia basata sulla dichiarazione del lavoratore in merito all’intestazione del conto corrente, con il conseguente esonero del datore di lavoro da responsabilità.
Secondo Confartigianato e CNA, il contrasto alla violenza economica e il rafforzamento dell’autonomia delle donne devono essere perseguiti soprattutto attraverso politiche strutturali, capaci di favorire occupazione, imprenditorialità femminile, welfare e reale indipendenza economica, evitando al tempo stesso nuovi oneri burocratici per le imprese.
Giudizio positivo è stato invece espresso sul disegno di legge che introduce il divieto per le banche di rifiutare l’apertura di un conto corrente o di recedere dal rapporto in presenza di saldi attivi. Una misura che favorisce la trasparenza, l’utilizzo dei pagamenti digitali e una gestione aziendale sempre più moderna e strutturata.
Confartigianato continua a seguire con attenzione l’evoluzione del provvedimento, portando nelle sedi istituzionali la voce delle micro e piccole imprese e lavorando affinché ogni intervento normativo tenga conto delle reali esigenze del sistema produttivo.



